Il volto travisato

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A volto coperto. La percezione della realtà è camuffata. Svanita dietro ad una semplice domanda; hai paura di morire?
Chi tace la risposta indossa la mascherina fin sopra gli occhi.
Per non vedere si è convinto che un palliativo sia la soluzione.
Parlo della obbligatorietà della mascherina (anche all’aria aperta e da soli: ridicoli) ma è un pretesto per dissentire e fare breccia – un modo educato per poter dire “andate a fanculo”.

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A volto coperto. La percezione della realtà è camuffata. Svanita dietro ad una semplice domanda; hai paura di morire?
Chi tace la risposta indossa la mascherina fin sopra gli occhi.
Per non vedere si è convinto che un palliativo sia la soluzione.
Parlo della obbligatorietà della mascherina (anche all’aria aperta e da soli: ridicoli) ma è un pretesto per dissentire e fare breccia – un modo educato per poter dire “andate a fanculo”.

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#turimaniacasa

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Presidio Permanente per la Libertà

Io, la domenica mattina, alle prime ore dell’alba, vado a correre.
La legge me lo consente*, lo spirito me lo impone.
Per 200 metri, in modo compulsivo, rimbalzo sulla via davanti casa.
Una, due, sette, nove volte forse. Perdo il conto; rimango il tempo che basta per rivendicare la Libertà.
Così in modo discreto tento di far prevalere il buon senso, evitando anche le inutili sentenze sbeffeggiate dai balconi e diffuse sui social.
Amico mio, d’altronde non è colpa loro. Sono in cattività.
Parlo delle voci accusatrici.
E ti dirò di più; sono convinto che non si esprimerebbero così se sapessero andare oltre, e superare il limite delle loro paure. Certo non è facile levarsi di dosso tutto quel marciume, l’idea che abbiamo di noi e del mondo, abituati ad accusare, trovare un colpevole.

Basterebbe calarsi nella realtà, non voltare le spalle nel momento del bisogno.

Così accade che durante l’estate, nel bel mezzo della notte, ti appaiano di fronte dei poveri uomini abbandonati. Ne percepisci la sofferenza, fredda come la panchina su cui poggiano la testa, e ti accorgi che il mondo è fin troppo ingiusto. Lo intuisci, come intuisci che quegli uomini non hanno una casa a cui tornare. Dico sul serio, Amico.
Lì, proprio sotto i loro occhi, in questo stesso parco adesso chiuso e vigilato dalla loro presenza inquisitrice. Lì è accaduto, più e più volte. In questa maledetta via dove adesso corro come un topo in gabbia! Ed è qui, non ad un metro di distanza, dove ho toccato con mano la miseria, e mosso a compassione ho riposto un cuscino ed una coperta nel tentativo maldestro di far del bene, sussurrando una canzone della buonanotte come si fa ai bambini. Più e più volte, ieri come oggi.

Si tratta della tragedia umana, ed io da uomo l’ho affrontata e l’affronterò.
Non pretendo nulla, Amico, io ho ben altro di cui preoccuparmi. Il destino non aspetta, corre, ed io corro con lui, non per Alessandro, ma perché lo ritengo giusto.
A questo punto lo dovresti aver capito. Sono sospinto da un’idea, un’idea di Libertà**, e le idee non conoscono muri o confini. Corrono.

*Ebbri dalla Sindrome di Stoccolma, miei cari sbirri improvvisati, ad oggi, in Veneto, si può praticare attività fisica individualmente entro i 200 metri dalla propria abitazione.

**Sarò breve; a livello globale più di qualche struttura di potere sta utilizzando la Pandemia del COVID-19 per accentrare i poteri. Un caso lampante è nella nostra merdosa Unione Europea con l’Ungheria di Orban. L’Italia non è essente da questo rischio, anzi, considerando i fatti, con la militarizzazione delle strade, nuovi sistemi di sorveglianza, commissioni anti fake-news, non è fantascienza o allarmismo spicciolo dire che stiamo ricadendo negli stessi errori. La storia insegna ed è veramente indegno parlare ancora di democrazia, unione europea e giustizia sociale in questo paese con le toppe nel culo. Il susseguirsi di governi tecnici – che tra l’altro da ipocriti, dopo anni di austerity e tagli lineari alla sanità si riscoprono keynesiani dell’ultima ora – gli stessi che hanno eluso la Costituzione abusando del decreto-legge per ogni loro vizio, oggi, causa epidemia, esercitano il potere attraverso il decreto-legge del presidente del Consiglio (la testa dell’esecutivo). La Camera non è stata minimamente interpellata! La democrazia non è questo, basta aprire un banale libro scolastico di diritto.

Il “Presidio Permanente per la Libertà” (dal 9 marzo 2020) è una azione (ma veramente devo spiegarvi anche questo??) e serve per rimarcare i Diritti di tutti e contestare questo scempio. Niente di più che una goccia in questo vastissimo oceano, per loro, che la additano come inutile, meschina, egoista, o quel cazzo che gli passa per la testa, ma la vuoi sapere una cosa, amico? Anche quella canzoncina delle buonanotte cantate a dei poveri sconosciuti era inutile, e tutto ciò non mi ha comunque impedito di amare.

 

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Non solo di pane e vino

Iride Articoli, Racconto breve Leave a Comment

Non solo di pane e vino

Riscoprirsi mortali. Deporre nel terreno il fecondo seme. Confidare nel mutevole e perpetuo gesto della natura. Per sfamare anima e corpo, non c’è bisogno di cibo, bensì di nutrimento.
Ma cosa stiamo mangiando? Parlo a te, massa liqueforme – ti chiamano Consumista.
Cosa vedi, entrando in un qualsiasi supermercato? Io, nel tuo luogo di culto non vedo altro che involucri, pubblicità, brand, e quintali di cibo e cibo, ma dov’è in tutto ciò il nutrimento?
Non rientra evidentemente nel tuo interesse, c’è ben altro a cui pensare…

Il gabbiotto si apre.
« Gino tolì su el ferro. Ta ferma ti, dio can! Marco tira cuela corda.»
Lo si porta al centro della corte.
«La ghemo.» Dispone la pistola sulla fronte della bestia.
Lo scatto di una molla. Lo scricchiolare della calotta cranica. Un attimo di durezza.

Cala il silenzio.

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Esistere

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INCIPIT – del 14 gennaio 2019

Sento il bisogno di cambiare aria, solcando lo spirito del tempo.

Inizio eliminando il superfluo; togli questo, togli quest’altro, no questo non va bene, mi dico.

Ed in fine cosa rimane in 4 anni di scrittura?
Giusto un’immagine.
L’essenziale.

Estate 2016, Isola di Trawangan

 


Così inaugurai l’anno precedente: rimuovendo tutto il superfluo da questo spazio digitale, riducendo ad una unica e significativa immagine.
Eccessivo, perché di eccessi vivo, mi ritrovai da punto a capo a riordinare il blog, tanto quanto la mia piccola esistenza.

Adesso, ad un anno di distanza da quella scelta drastica, mi rendo conto di aver intrapreso la strada che mi condurrà all’ultimo gradino, nel punto in cui le idee divengono valori, nel punto in cui il ragazzo si riconosce nell’uomo, nel punto in cui la vita termina; io desiderò  ESISTERE.

Per rendere tangibile questa parola è sufficiente far riemergere in modo sintetico tre punti cardini, avvenuti durante l’anno appena trascorso:Read More

Sognare l’impossibile

Iride Racconto breve Leave a Comment

Giacomo guarda fuori dal finestrino.
Guarda il cielo, a scacchiera; tagliato da innumerevoli scie aeree.
L’osserva dal finestrino della macchina in corsa, dal suo seggiolone.
“Un cielo fin troppo grigio – rammenta fra sé e sé – ci vorrebbero almeno seltrerzi di azzurro corallo in una mistero di bianco schiuma, magari sommando dòtre note di perla.”
Giacomo, figlio d’arte di un imbianchino, è appassionato dal colore; da grande infatti vuole fare l’inventore di colori.

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Giusto tra i giusti

Iride Articoli, Ripercorrendo Leave a Comment

Stiamo cenando. La luce del caminetto. Il calore delle belle persone. Il profumo delle parole. La bontà del cibo. Cosa chiedere di più?
Una domanda.
“Alessandro?”
Mi richiama all’attenzione, sorrido, sto per rispondere – no, bevo un sorso di vino prima – “Sì, scusa , ero sovrappensiero.”
“Stavamo parlando di te.” – si aspetta che dica qualcosa ma non sono pronto – “…insomma gli dicevo al Professore che sei un poeta.”
“Per convenzione, ogni tanto mi capita di scrivere.”, voglio evitare di parlare di me.
“Ma non solo, deve saper Professore che lui canta, recita, disegna e poi cosa altro?”, mi passa ancora la parola.
“Emh, sono appassionato di miele e di apicoltura, e da non troppo ho iniziato a fare boxe.”
Il professore si sistema la lente e posizione il suo sguardo nei miei occhi; scruta la verità dietro le mie parole, e fa bene, nemmeno io mi fido di me stesso.
“E cosa fai di tutto questo?”
“Da grande voglio farmi i cazzi miei – forse ho un tono meno volgare, o forse anche peggio – coltivare le mie passioni lontano da tutto e tutti, solo con le mie api.”
Non mi prende sul serio. Pensa, e pensano, che sia uno scherzo.
Tutto d’un tratto divento la prima portata; sono sulla bocca di tutti – d’altronde non capita tutti i giorni di avere a che fare con un poeta.
C’è chi se la ride, chi mi guarda perplesso, chi con senso di disprezzo, ed io nel bicchier riflesso, incurante del giudizio altrui, rispondo ad altre domande, rido e ascolto.
Poi rovina.
Cadiamo sui miei angoli d’ombra.
Sul fatto che sia sfregiato dai miei tatuaggi.
Preso dalla foga e strattonato al collo dalla venatura rossastra del vino farnetico tutta una serie di concetti di difficile interpretazione; “ho deciso di affrontare un percorso”, “il corpo è solo un’estensione dell’anima”, “c’è sangue, c’è dolore”, “penso che bisogna toccare l’origine per comprendere la propria natura” o ancora, “io non ho memoria dell’atto primo, quando sono nato.”
“Nessuno ha ricordo di essere nato.”
“Appunto!”
“Il passato è passato ragazzo, ma domani? Cosa te ne farei di tutto questo? Perché lo hai fatto, te lo sei mai chiesto?”
Ardo, fiero: “Per necessità.”
“MA COME?! – il Professore da spettacolo dimenandosi e gettando la sua capigliatura all’aria – non parlare di necessità, oh dio mio, perché?! Necessità che parola inutile! Tutto il percorso della civiltà occidentale è un tentativo disperato di estirpare questa parola per un senso di libertà! La Libertà!”

Mi colpevolizzano. Io non do nessuna giustificazione. Scruto il mio destino ed imperterrito convengo alla mia fine. Nessuna paura, nessuna speranza. Ognuno porta il peso delle propria croce. Io ne ho due rovesce. Guarda.Read More

Dismaland

Iride Senza categoria Leave a Comment

Mi sono imbattuto in questa visione raccapricciante navigando nella rete alla deriva dei pensieri verso l’estremità del misticismo: un attentato terroristico all’interno di un parco divertimenti.

L’idea, potremmo dire pittoresca, è la lettura di un “sincronista“; studioso delle dinamiche cicliche/storiche dell’umanità all’interno di un tempo frazionale è sempre compresente.

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Greta dagli occhi di pietra

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“Ci stiamo avvicinando inesorabilmente all’estinzione. L’uomo è il cancro della terra, perché non lo capite, non c’è più tempo! Unitevi a noi prima che sia troppo tardi! La nostra casa è in fiamme!”

Questo è verosimilmente il pensiero diffuso – esemplificato all’estremo – tra gli schieramenti più radicali del movimento ambientalista. Movimento che sta ricoprendo la sua vitalità dopo varie congetture temporali (vedasi i vari eventi ambientali correlati al fatidico cambiamento climatico) attraverso l’ambigua figura di Greta Thunberg.
Dico ambigua non perché credo che dietro al suo successo ci sia la cospirazioni di corporations – di questo ne sono convito dal grande eco mediatico riscosso sin da subito; eco trasversale, esponenziale e totale, su ogni canale informativo – ma perché rimane dubbia la spontaneità o l’artificio nella sua lotta ambientale.

Premessa doverosa; io non ho nulla contro Greta, e anzi, stimo la sua presa di coscienza riguardo ad un tema così centrale e di difficile interpretazione com’è il cambiamento climatico.

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