Greta dagli occhi di pietra

Iride Articoli 1 Comment

“Ci stiamo avvicinando inesorabilmente all’estinzione. L’uomo è il cancro della terra, perché non lo capite, non c’è più tempo! Unitevi a noi prima che sia troppo tardi! La nostra casa è in fiamme!”

Questo è verosimilmente il pensiero diffuso – esemplificato all’estremo – tra gli schieramenti più radicali del movimento ambientalista. Movimento che sta ricoprendo la sua vitalità dopo varie congetture temporali (vedasi i vari eventi ambientali correlati al fatidico cambiamento climatico) attraverso l’ambigua figura di Greta Thunberg.
Dico ambigua non perché credo che dietro al suo successo ci sia la cospirazioni di corporations – di questo ne sono convito dal grande eco mediatico riscosso sin da subito; eco trasversale, esponenziale e totale, su ogni canale informativo – ma perché rimane dubbia la spontaneità o l’artificio nella sua lotta ambientale.

Premessa doverosa; io non ho nulla contro Greta, e anzi, stimo la sua presa di coscienza riguardo ad un tema così centrale e di difficile interpretazione com’è il cambiamento climatico.

La mia perplessità rimane però sul fondamento; Greta è la protagonista consapevole o inconsapevole, ossia, ha la virtù del guerriero che lotta idealmente per la giusta causa o la sua motivazione non è altro che il condizionamento mentale subito?
Io che confido nella bontà umana sono convito che Greta abbia in sé il seme del cambiamento, portatore del fecondo avvenire, però umanamente sono anche preoccupato; temo per lei e per le centinaia di migliaia di ragazzi devoti inconsapevoli del consumismo eco-friendly.
Stanno appoggiano una causa propositiva senza per aver in mente la “piramide” che tiene in piedi il nostro sistema; i loro sogni – se gli appartengono veramente – potrebbero finire depredati dai meccanismi meschini su cui si fonda l’ordinamento del dio denaro.
Il rischio minimo è di rimanere delusi, vedendo attuate politiche divergenti all’esigenza umana.
Infatti, estromettendo i sensazionalismi, emerge una realtà stravolta dalla sua carica positivista, e dunque nella sua esigenza in essere, in quanto lotta ambientale. Il fine che stanno perseguendo questi ragazzi non è che il fine ultimo di una più ampia cerchia di governi assembrati per le istituzioni finanziarie sotto l’effige del marchio registrato e dei titoli in borsa – parlo delle multinazionali.
La storia si ripresenta. Tutto devo cambiare perché nulla cambi. Siamo di fronte ad un nuovo ’68?

Lascio a voi le dovute considerazioni,
Noi Daremo Fuoco alle Case.


APPROFONDIMENTI

Interventi e spunti di riflessioni sulla questione Greta//Global Warming

Correva l’anno 1992 – Intervento di una giovane attivista ambientale all’Onu.


https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Asperger 


Divertente elemento “meme” – il deficit emotivo della società contemporanea tende a squalificare e denigrare in modo “morbido” ogni pensiero divergente ridicolizzando e ridimensionando alla cultura pop, spesso con finalità commerciali.


“Houston, we’ge got a problem.”


Intervento provocatorio da parte di Luca Donadel.


Rick DuFer ha esposto la riflessione più ampia e curata del web, per quello che è concerne al tema Greta, nel panorama italiano.


L’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models.”

Lettura fondamentale è la petizione sull’ambiente mossa da importanti esponenti dell’ambiente scientifico accademico Italiano e non solo. Essa si appella ad un rigore logico fondato sulla coerenza scientifica, elemento che spesso manca in molte argomentazioni mosse dai sedicenti movimenti ambientalisti.

Premi qui


Il simbolo di Greta – Illustrazione di Iride


“Entro il 2020, la Generation Z sarà il più grande gruppo di consumatori a livello globale. Rappresenteranno il 40% dei consumatori negli Stati Uniti, Europa e paesi BRIC e il 10% nel resto del mondo. Le aziende che non collaboreranno con la Gen Z con successo potrebbero perdere rapidamente quote di mercato. Alcuni di loro possono avere solo 9 anni, ma la Gen Z ha già un enorme potere di spesa. Negli Stati Uniti, Gen Z ha attualmente un potere di acquisto diretto di $ 200 miliardi, e $ 1 trilione di potere di spesa indiretto, influenzando la spesa delle famiglie *. Le avanzate conoscenze digitali della Gen Z e la capacità di valutare fattori come prezzo e disponibilità sin dalla giovane età li rendono sempre più influenti nelle decisioni di spesa delle famiglie.”

— estratto da questo articolo: https://www.investmentbank.barclays.com/our-insights/generation-z.html

Quando scendete in piazza ricordatevi dov’è il padrone. Ai loro occhi siete solo consumatori.


From Stable to Star – The Making of North American “Climate Heroes”

Tra gli articoli più esaustivi in merito.


Possiamo dire “dove tutto è iniziato”, ovvero attraverso un tweet (?!). Non c’è tumulto, non c’è violenza, non c’è lotta di classe. Paradossalmente gli sfruttati chiedono di essere sfruttati; siamo arrivati al punto in cui il MIUR giustifica l’assenza per lo sciopero (?!) globale per l’ambiente.

Consiglio una lettura laterale riguardo l’incapacità di percepire la realtà da parte dei contemporanei.

Tema già affrontato in questo blog: QUI


Per stasera è tutto,

il Vostro

 

 

 

 

 

 

 

Comments 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *