Il volto travisato

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A volto coperto. La percezione della realtà è camuffata. Svanita dietro ad una semplice domanda; hai paura di morire?
Chi tace la risposta indossa la mascherina fin sopra gli occhi.
Per non vedere si è convinto che un palliativo sia la soluzione.
Parlo della obbligatorietà della mascherina (anche all’aria aperta e da soli: ridicoli) ma è un pretesto per dissentire e fare breccia – un modo educato per poter dire “andate a fanculo”.


La situazione da pandemia conclamata è tramutata in psicosi di massa a colpi di dpcm.
La legge distorta lo permette, atto empio a sola tutela dei legislatori.
Legge che condanna, ci ritenta, si appella al “buon senso”, confonde e si contraddice. Ennesima dimostrazione di un esecutivo scellerato, accomodante all’interesse dei pochi, cieco dinanzi all’esigenza dei tanti; piccoli imprenditori e artigiani in primis.
Non di Covid muore il paese (gli stessi numeri lo dimostrano) ma di vecchiaia: nei palazzi di potere tanto quanto nelle menti dei miei coetanei, giovani stanchi e assuefatti dal consumismo imperante.
Inermi di fronte al domani, assopiti dalla comodità dei genitori.
In perenne attesa della NORMALITÀ, riempiendosi la bocca di falsa retorica pacifista a suon di slogan (slogan: forma mentis del consumatore medio cresciuto a pubblicità cibandosi di luoghi comuni ai grassi idrogenati) – ANDRÀ TUTTO BENE? Ma dite sul serio?
Non sapendo discernere bene e il male perché inadempienti difronte alla morale bistrattata per un più ampio senso di “politicamente corretto”, asterischi, accozzaglie di idee eco friendly, di quale BENE state parlando?
Vivere di consumo, masticando il pensiero già preconfezionato permette a questi sub-umani di sopportare la gabbia contemporanea – pensare il futuro richiede tenacia, arguzia, coraggio, e tutta una serie di qualità che mancano ai più. Se solo si ponessero davanti alla prima e ultima domanda (hai paura di morire?) con l’intento vero di interpretare l’esistenza si renderebbero conto che la loro vita vale molto di più della palestra, la discoteca, le scarpe nuove e il fast-food riaperto…
Merda, non dovevo dirlo.
Ed eccoli fiondarsi di fronte al “Merdonald” di turno, per fare la fila, arrivando addirittura a bloccare l’intera circolazione per un panino plastificato dal risaputo valore nutrizionale. Succubi; i Valori sono la gerarchia degli stessi: anteporre il proprio desiderio di fronte ad una situazione socio/economica al collasso rimarca quanto siano incapaci di vedere, ‘sti coglioni con la mascherina.

“Dovremo prepararci ad un nuovo concetto di futuro”, “Nulla sarà come prima”, titolano i millantatori del bel pensiero sulle varie giornalistiche convalidate dal Ministero della Verità. Intellettualomani dei miei coglioni, vi manca la percezione con la Realtà!
Perché se non denunciate, non fomentate il pensiero critico e non instaurate il dialogo siete servi di voi stessi. Con le vostre comparsate in tv oliate il meccanismo dello show business.
Alla Realtà – troppo dura e meschina – viene preferita una sua versione più soft, censurate e resa accessibile al grande pubblico attraverso la spettacolarizzazione.
Ed ecco il vostro palinsesto tra una interruzione pubblicitaria e l’altra; bollettini di guerra, distanza sociale, soluzione finale alla questione del vacino, appalti concessi ai quattro mafiosi di turno, elicotteri che inseguono cittadini, tso cautelari, morti suicidi, proteste sedate con multe e meme dell’Egregio Conte, giusto per non farsi mancare niente.

Costatata la bassezza dei tempi rimane da capire cosa posso fare – giusto per esimere la mia critica da una semplice opinione.
Partiamo dal presupposto che questi due mesi più che instillarmi paura hanno reso radicale la mia posizione in merito a disparate questioni facendomi incazzare all’inverosimile.
Anzitutto ho perso la Speranza, nella sua eccezione Cato-bigotta, per affidarmi al suo contrario – il Destino. Dunque ho perso la speranza nei confronti di questa civiltà giunta ormai al suo declino, ad un passo dal tracollo ma mantenuta in vita da un cricca di potere legittimato da un marasma di sub-umani.
Accettando in modo incondizionato il Destino ho accolto l’idea della Morte e rifiutato, di conseguenza, la paura; ciò vuol dire, in termini assoluti, intraprendere un percorso di sacralizzazione per abbandonare la condizione profana.

In corrispondenza all’evenienza del presente questa struttura ideologica implica un’unica soluzione:
si tratta dell’eutanasia della società; chiedetevi – quale brama di potere vi costringe a mantenere in vita un malato terminale? Quale interesse vi impedisce di compatire la sua sofferenza?
Lasciare che possa riprendere la facoltà di scegliere, intraprendere il suo destino è forse cattiveria?
Perché esimere una vita dalla sua unica certezza?
Dovete smetterla di idolatrarne le ceneri!
Il senso diffuso, della massa, è solo accanimento terapeutico!
Dunque convenite con me; lasciamo morire la società odierna.

Segue giustamente la domanda, come si lascia morire un corpo-società?
Semplice, basta abbandonarlo al suo decorso naturale oppure eccedere in modo sconsiderato nelle “cure”. Mentre la prima possibilità implica una non-azione assimilabile al Tao Te Ching, l’altra avviene mediante un’overdose; reputo violento ed interessante illustrarne la seconda condizione.
Vi basterà riaccendere la TV, gettare sul fuoco ogni libro – fatta eccezione per quelli femministi e di economia prettamente neo-liberista, votare la causa mondialista, sfoggiare il proprio ego-brand nei locali alla moda, mangiare cibo spazzatura, ma nessuno sia escluso, quindi mettiamoci dentro anche i vegan a patto che consumino cibo importato dal terzo mondo, scacciare qualsiasi ideologica prettamente popolare per affidarsi al conclave del web dove gurù dispensano il pensiero positivo. Siate liqueformi! Ripudiate ogni etichetta, salvo rimarcare il vostro desiderio sessuale apolide! Abusate di anglicismi, parlate la lingua del business! Ripudiate invece la lingua d’origine, la sua inflessione dialettale e retrograda! Ma mi raccomando con i termini, siate educati e rispettosi con tutti, di più però con le donne. E per dio, comprate! Comprate ogni cosa possa alimentare il vostro disturbo! Siate i vostri oggetti, i vostri meritati successi! Siate l’opulenza stessa!
Sub-umani del mondo: UNITEVI!

A distanza di qualche giorno.¹

Rileggendo non posso fare altro che sottoscrivere ogni punto.
Voglio però rivolgere la mia attenzione ai destinatari di questo scritto;
I Figli del domani che saranno costretti a subissarsi le colpe dei padri.
A Loro, sia testimone il Tempo, sia fecondo il Destino, va la mia totale fiducia.
A Loro rivolgo esclusivamente ogni mio scritto antecedente e precedente al patto belligerante, ogni verso, preghiera e canto che sia.
Ai Figli di ogni Rivoluzione porgo il palmo della mia mano – siate coraggiosi e forti.
L’Occhio soggiace nel ventre del mondo.
Rinnegate i contemporanei. Rinnegati i padri.
Date fuoco ad ogni casa.


[¹]Scritto il 16 maggio ho tentennato molto prima di pubblicare questo ultimo testo.
Veramente non volevo arrivare a tanto -nei toni come nei pensieri- però la situazione mi costringe a riformulare velocemente nuove strategie.
L’epidemia di giorno in giorno sembra prendere le connotazione di una tragicommedia, mentre i principali attori usano il pretesto dell’emergenza sanitaria per adottare politiche votate all’annientamento. Il rischio di un tracollo socio-economico con annesso tumulto di sangue non può essere messo in dubbio; rimane solo da capire quando.
Può essere domani come fra 10 anni, Fratello mio – saremo pronti?

A tal proposito non pubblicherò più nessun altro scritto che non rientri nell’interesse del Sacro.


Il volto travisato

Immagine in evidenza di Pablo Rojas Madariaga

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