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Presidio Permanente per la Libertà

Io, la domenica mattina, alle prime ore dell’alba, vado a correre.
La legge me lo consente*, lo spirito me lo impone.
Per 200 metri, in modo compulsivo, rimbalzo sulla via davanti casa.
Una, due, sette, nove volte forse. Perdo il conto; rimango il tempo che basta per rivendicare la Libertà.
Così in modo discreto tento di far prevalere il buon senso, evitando anche le inutili sentenze sbeffeggiate dai balconi e diffuse sui social.
Amico mio, d’altronde non è colpa loro. Sono in cattività.
Parlo delle voci accusatrici.
E ti dirò di più; sono convinto che non si esprimerebbero così se sapessero andare oltre, e superare il limite delle loro paure. Certo non è facile levarsi di dosso tutto quel marciume, l’idea che abbiamo di noi e del mondo, abituati ad accusare, trovare un colpevole.

Basterebbe calarsi nella realtà, non voltare le spalle nel momento del bisogno.

Così accade che durante l’estate, nel bel mezzo della notte, ti appaiano di fronte dei poveri uomini abbandonati. Ne percepisci la sofferenza, fredda come la panchina su cui poggiano la testa, e ti accorgi che il mondo è fin troppo ingiusto. Lo intuisci, come intuisci che quegli uomini non hanno una casa a cui tornare. Dico sul serio, Amico.
Lì, proprio sotto i loro occhi, in questo stesso parco adesso chiuso e vigilato dalla loro presenza inquisitrice. Lì è accaduto, più e più volte. In questa maledetta via dove adesso corro come un topo in gabbia! Ed è qui, non ad un metro di distanza, dove ho toccato con mano la miseria, e mosso a compassione ho riposto un cuscino ed una coperta nel tentativo maldestro di far del bene, sussurrando una canzone della buonanotte come si fa ai bambini. Più e più volte, ieri come oggi.

Si tratta della tragedia umana, ed io da uomo l’ho affrontata e l’affronterò.
Non pretendo nulla, Amico, io ho ben altro di cui preoccuparmi. Il destino non aspetta, corre, ed io corro con lui, non per Alessandro, ma perché lo ritengo giusto.
A questo punto lo dovresti aver capito. Sono sospinto da un’idea, un’idea di Libertà**, e le idee non conoscono muri o confini. Corrono.

*Ebbri dalla Sindrome di Stoccolma, miei cari sbirri improvvisati, ad oggi, in Veneto, si può praticare attività fisica individualmente entro i 200 metri dalla propria abitazione.

**Sarò breve; a livello globale più di qualche struttura di potere sta utilizzando la Pandemia del COVID-19 per accentrare i poteri. Un caso lampante è nella nostra merdosa Unione Europea con l’Ungheria di Orban. L’Italia non è essente da questo rischio, anzi, considerando i fatti, con la militarizzazione delle strade, nuovi sistemi di sorveglianza, commissioni anti fake-news, non è fantascienza o allarmismo spicciolo dire che stiamo ricadendo negli stessi errori. La storia insegna ed è veramente indegno parlare ancora di democrazia, unione europea e giustizia sociale in questo paese con le toppe nel culo. Il susseguirsi di governi tecnici – che tra l’altro da ipocriti, dopo anni di austerity e tagli lineari alla sanità si riscoprono keynesiani dell’ultima ora – gli stessi che hanno eluso la Costituzione abusando del decreto-legge per ogni loro vizio, oggi, causa epidemia, esercitano il potere attraverso il decreto-legge del presidente del Consiglio (la testa dell’esecutivo). La Camera non è stata minimamente interpellata! La democrazia non è questo, basta aprire un banale libro scolastico di diritto.

Il “Presidio Permanente per la Libertà” (dal 9 marzo 2020) è una azione (ma veramente devo spiegarvi anche questo??) e serve per rimarcare i Diritti di tutti e contestare questo scempio. Niente di più che una goccia in questo vastissimo oceano, per loro, che la additano come inutile, meschina, egoista, o quel cazzo che gli passa per la testa, ma la vuoi sapere una cosa, amico? Anche quella canzoncina delle buonanotte cantate a dei poveri sconosciuti era inutile, e tutto ciò non mi ha comunque impedito di amare.

 


Fonti, commenti e approfondimenti 

Ohga.it
Corriere della Serva
Il Sole 24 ore
WuMing Foundation
Open
YouTube – Paolo Barnard
Altreconomia.it
Wikipedia – Pareggio di Bilancio
Questionegiustizia.it

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Immagine in evidenza presa in prestito da un autore ignoto. Lo ringrazio.

Testo di Alessandro Iride Parlato  – scritto il 5 Aprile

   

 

 

 

 


Daremo fuoco alle case

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